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(quella che manca sempre per dire ciò che si vorrebbe)


Diario


16 settembre 2015

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Avevo un pensiero, ma l'ho perso. Dovrei smetterla di rincorrere i miei pensieri e men che meno quelli altrui, come se si trattasse di chissà quali tesori o chiavi di decrittazione. Grado comparativo, superlativo: sempre relativo, mai assoluto. Quindi? Amici persi a metà, ripresi per la manica svolazzante, riportati nel mezzo del cammino instabile. Amori rimandati a settembre di non si sa quale anno. Le scuole che ricominciano per gli altri. Il ghigno che non ghigna (di amuleti non ne ho mai avuti, ma la superstizione aleggia dove e quando non ti aspetti). Cambio casa, cambio vita, ma ormai è un programma televisivo. Balliamo sul mondo, altra canzon-atura. O natura, o natura, perché non. Ciao.




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25 aprile 2015

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Libertà è il contrario dell'uscire dalla porta per rientrare dalla finestra. Ma se si chiude una delle due, come si fa a "fare corrente"?




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11 maggio 2013

la nobile arte del far tappezzeria

adornare in quanto adontati per non poter adorare più da vicino.




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11 maggio 2013

e lei chi è, di grazia?

ciò che si perde, non si perde mai davvero. ciò che si ha, mai lo si ha davvero.




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21 luglio 2010

Io vado, tu andi

La conversazione declina, annega, si annulla in una pozzanghera d'inutilità rimasticate cui ognuno degli interlocutori dà il peso che compete in una conversazione col punto finale ("abbiamo avuto una conversazione. punto"). Il pensiero individuale cresce, diseguale e pieno di scorie, senza ordine e con un costrutto che forse si chiarirà più in là o forse no, ma che per ora è sul punto di tracimare dall'orlo del muro invisibile dietro la fronte ("qualcuno l'avrà notato? il bernoccolo del genio è metaforico, figurarsi quello di un comune mortale"). Poi ci si saluta, ciao, arrivederci, alla prossima; tanto piacere, sì, ma dove e quando?




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20 luglio 2010

Otium

Sogno una disciplina che nasca, si sviluppi e si completi al di fuori della storia pur accogliendo le tensioni umane e naturali, lontana dal realismo quanto dall'utopia, coerente e necessaria ma senza dogmatismi, premi né prigioni, priva della gratuità pura del gioco ma libera di rimescolare le proprie carte nel modo più caleidoscopico, nutriente e generoso possibile.




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13 novembre 2008

Pere e carote

Interrogarsi su quanto e cosa resti, nella mente e nelle impressioni altrui, dei propri gesti, espressioni, modi di dire o non dire, è inevitabile quanto futile. Se ciascuno, a mente riposata, riconosce che non è la somma delle parti a fare il totale nella percezione dei propri simili, ma piuttosto il rumore di fondo, ovvero la sensazione istintiva di affinità, diffidenza e tutto ciò che sta nel mezzo, è pur vero che in certi momenti questa consapevolezza viene meno, e ci si trova a rifare i conti, a calcolare probabilità, a ponderare imprevisti, nel tentativo di far quadrare un ipotetico bilancio di se stessi agli occhi degli altri. Finché arriva il momento di ritrovarsi, e basta la prima mossa ad azzerare ogni cifra e ogni dubbio.




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28 settembre 2008

Rimedi artificiosi

 



Il prodotto è pensato per tutti coloro che desiderano trasformare le persone in personaggi: la sua azione combinata  consente, in primo luogo, di abbassare di tono il romanzesco, permettendo così al quotidiano di guadagnare in credibilità.

Posologia: Una o due volte al dì, preferibilmente lontano dai curiosi. Effetti collaterali: alterazione dei ritmi sogno/veglia, disturbi della concentrazione, iperattività mentale incontrollata. Non superare le dosi consigliate.




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24 settembre 2008

Orto non era

Il problema della memoria è questo: è cucita addosso ai nostri lapsus e punta continuamente il dito su se stessa. Se non si è abbastanza saggi da guardare anche la luna, prima o poi ci si dimentica dell'esistenza delle fasi, delle maree, dei mutamenti, di tutto quel lato oscuro che aspetta solo di riemergere dall'eclissi modesta della nostra miopia, e si finisce per diventare satelliti di noi stessi.




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7 settembre 2008

Per una definizione di settembre

Un manifesto liberty dimenticato da qualche parte (per far eco alle volute dei pampini e dei tralci)

Pagg. 161-3, BUR, duemilaqualcosa (per i primi freddi, umani, della stagione matura)

La fioritura tardiva delle locandine, agli angoli dei cinema (per compensare la caduta delle foglie)

Il filo conduttore tra le immagini precedenti (per farsi largo a vista nel buio anticipato)




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4 settembre 2008

A proposito

Quando i fasti (?) di una carriera da italianista - od oscura docente di oscura scuola, o nerissima e impremeditata lavoratrice casuale - si saranno dileguati in favore del tempo e delle circostanze (ma a questo punto mi chiedo chi dovrebbe cedere il passo a chi, se valga di più il proprio diritto di anzianità o quello, imponderabile, del Tempo così maiuscolato), mi ritroverò probabilmente al cospetto di un qualsiasi capolinea camuffato, che si tratti del tavolino polveroso di un bar, ravvivato da un mazzo di carte e un bicchiere di vino (non sorprenda la presunta virilità dell'immagine: si fa pur sempre dell'oleografia) o di un balcone dal quale protendersi in abiti e capelli bianchi, ricamando sul profilo di una giovinetta che passa dabbasso (gli unici orli a giorno su cui, presumibilmente, saprò continuare ad esercitarmi). Nel frattempo, valga l'idea di adoperare ogni premura presente perché il quadretto finale non abbia a incrinarsi nella sua composizione stratificata, distesa, intangibile. 




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31 luglio 2008

Armi e bagagli

- Io so ed ho per certo d'essere incantato, e questo mi basta per la tranquillità della mia coscienza.

- Ciò nondimeno
 - replicò Sancio -, io dico che per abbondare, e per una più piena sicurezza, sarebbe bene che la signoria vostra facesse la prova di uscire da questo carcere, ciò che io da parte mia mi impegno di agevolare con tutte le mie forze, e magari di tirarnelo fuori io stesso, e provasse inoltre a montare di nuovo il suo buon Ronzinante, che pare incantato anche lui, tant'è malinconico e triste; e fatto ciò, tentassimo nuovamente la sorte, andando in cerca d'altre avventure; e se dovesse andarci male, non ci mancherà il tempo di tornare alla gabbia.




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6 luglio 2008

Mirare, pum

Il sogno di stanotte somigliava a una bizzarra metamorfosi pagana, nel passaggio-nascita di un essere d'aria da uno terrestre; una di quelle conversioni talmente lineari e indiscutibili che il termine «miracolo» suonerebbe un'affettazione. Poi un rapido, inavvertito cambio di scena, ed ecco un episodio a metà tra l'improbabile e il naturalistico, con ancora l'elemento comune dell'aria, questa volta a fare da didascalia pensata, tradotto in quel modo di dire metaforico che rimanda ai piani alti del cielo. Niente volo neppure stavolta, ma poco c'è mancato.




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12 giugno 2008

Blown a wish

Del desiderio non si parla quasi mai direttamente, se non in risposta a una domanda precisa (ed è proprio allora che si mente al riguardo); è piuttosto il basso continuo di una conversazione, il giro di parole che, nel suo circuire allusivo, tradisce implicitamente la propria vera natura. E poi il silenzio, ovviamente e sopra tutto; con la partecipazione, felice e interessata, dell'ambiguità.  




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5 giugno 2008

Matrioske

Ad unirle è la posizione insolita che le mette in una luce diversa rispetto a tutti; lontane per età, provenienza, colore di capelli e probabilmente destini, hanno però entrambe quel particolare modo di porgere se stesse che sfugge a qualsiasi sospetto di già visto. Anche se la loro personalità è tradita, anzi già quasi tutta espressa nei loro gesti e atteggiamenti, non per questo viene meno la sorpresa dell'osservare le tante diverse modulazioni di quelle identità, sempre fresche e come nuove pur nella loro coerenza. Sembrano sempre seguire, per attitudine innata, una traccia più sottile rispetto a chi le circonda, e la finezza di disegno che ne deriva le rende complici di un'intenzione comune, all'insaputa l'una dell'altra. Sapere che, quasi certamente, non si incontreranno mai, aggiunge altra forza e fascino al loro tocco segreto.




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2 febbraio 2008

Sassolini

Capita spesso che le rivelazioni sulle cose a cui teniamo di più seguano la stessa strada dei pettegolezzi: ci arrivano per vie traverse, quando meno ce l'aspettiamo, e siamo tentati di far loro le pulci, cercando di capire quanto trattengano di vero (il più delle volte tutto o quasi, se si tiene conto della veemenza con la quale ci colpiscono e se si ha il coraggio di non ridimensionarla razionalmente). 




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30 gennaio 2008

Triangolo

Dentro, un mazzo di chiavi fa da contrappeso a una pila di fogli altrimenti volanti; i panni stesi fuori, per contro, fanno segno che è ora di arrendersi al vento. L'unica a riposare, sulla stessa linea di bianco, è la tazzina del caffè.




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3 gennaio 2008

Miroir

C'è una ragazza che lavora nell'ufficio di fronte alla mia stanza, un piano più in basso. La vedo dalla mia finestra nel riquadro della sua, che scrive al computer o si ferma, le mani incrociate o tra i capelli. A volte si alza in piedi e si avvicina ai vetri, e se anch'io sono nella sua posizione mi ritraggo, per non distoglierla dal suo riposo con il mio riflesso. Mi siedo alla scrivania e riprendo a studiare, con l'idea di lei indecisa tra la sedia e la finestra. Mi chiedo se anche lei, che probabilmente mi ha intravista, oscilli nello stesso dubbio, o se invece non sia occupata a seguire fantasmi meno oziosi, più circoscritti. Forse si annoia più di me e non vede l'ora di uscire e di precipitarsi da qualcuno che l'aspetta; o forse quell'ufficio la ripara dalla realtà di altri luoghi ancora meno piacevoli, o semplicemente equivalenti nella loro neutralità. Se mi concentro troppo sull'ultima ipotesi il senso di malinconia diventa quasi un presagio; allora lascio la ragazza al suo posto, qualunque questo possa essere, e torno al mio, con una specie di sollievo superstizioso. Se invece penso alla prima possibilità, ne trovo tante altre che da lì partono e si succedono secondo una consequenzialità a me oscura e difficile da fermare: lascio ugualmente la ragazza dov'è e riprendo dal punto in cui ero, con in più un'animazione leggera e ben nascosta.




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5 agosto 2007

Segnalibro

Stavolta non ci sarà Tasso, né il quarto d'ora alla maniera di, né la corsa che finiva nel tanto d'occhi spudorato di chi, giorni prima, ti aveva apostrofata, tra reticenza e slancio: "Tu, Clorinda!". Altre cose resteranno, cambiate di posto quel tanto che basta a renderle altre cose ancora; altre ne verranno, di lato a ogni possibile volontà di almanaccare intorno a loro. Un gioco di prestigio modesto, il solito: il trucco della mente sfatato dal tocco della realtà.




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2 luglio 2004

Divano letto

Quando il caldo è al giro di boa della sera il corpo diventa più attento. Il viso sente l'odore dei fiori, le spalle si accorgono del solletico che fanno i capelli. Ma questa vigilanza eccitata non frena l'abbandono di tutta la persona di fronte al sole che cala. Le filastrocche direbbero che è l'ora del sonno e sbaglierebbero soltanto di una consonante.




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21 giugno 2004

Solstizio #3 (appendice)

Ebbene sì, quest'anno ho anch'io il mio ballo dell'estate: quello del video di arriva lo ye ye.




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21 giugno 2004

Solstizio #2




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21 giugno 2004

Solstizio

I solstizi spaccano l'anno a un passo dalla metà e a un passo dalla fine. Gli equinozi sono troppo deboli, al massimo lasciano qualche frattura nella terra e qualche foglia in più o in meno. I solstizi, invece, ci vanno giù pesante: si mangiano tutta la luce o la sperperano con noncuranza. La terra segue la sua inclinazione naturale, declinando qualsiasi compromesso con il sole, che oggi la fa da padrone e che tra sei mesi cambierà idea e dominio.




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16 giugno 2004

Oh là là là! La ba - la - nçoire...

L'altalena sarebbe stata vuota se l'immaginazione, legata a un certo immaginario, non l'avesse assegnata a una certa ragazzina a naso in su e cantilena alla bocca. Appena dietro, appollaiato sull'albero, un certo ragazzino con le ghette e il parrucchin. E' che un luogo del tutto deserto e del tutto nuovo non si trova da nessuna parte: le proiezioni mentali riempiono lo schermo degli occhi e tutto diventa immancabilmente una seconda visione.




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27 maggio 2004

Le rouge et le noir

Lungo le strade è tutta un'esplosione di papaveri. Io li chiamo "i fiori del carpe diem", perché decidono di giocarsi la loro breve esistenza puntando tutto sul rosso. Mi piacerebbe coglierne uno, per vedere l'effetto che farebbe sul nero.




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15 maggio 2004

Teorie e tecniche dei nuovi media

A destra anime di pioppo ascendenti e discendenti, a sinistra una sveglia ferma, di fronte la copertina (solo la copertina, n.b.) di The ideal crash e alle spalle una collezione mutilata di Dylan Dog. Questo il perimetro fisico. Nella testa una storia monca sulla scuola media, con sottofondo necessario di We rule the school e immagini di un film mai visto. Una specie di ipertesto mentale che non vedrà mai la luce. E intanto i saggi solari mi ricordano che il primo parametro è proprio il perimetro e che a uscire dai limiti si viene puniti.




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5 maggio 2004

Rester ou sortir?




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