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Pere e carote

Interrogarsi su quanto e cosa resti, nella mente e nelle impressioni altrui, dei propri gesti, espressioni, modi di dire o non dire, è inevitabile quanto futile. Se ciascuno, a mente riposata, riconosce che non è la somma delle parti a fare il totale nella percezione dei propri simili, ma piuttosto il rumore di fondo, ovvero la sensazione istintiva di affinità, diffidenza e tutto ciò che sta nel mezzo, è pur vero che in certi momenti questa consapevolezza viene meno, e ci si trova a rifare i conti, a calcolare probabilità, a ponderare imprevisti, nel tentativo di far quadrare un ipotetico bilancio di se stessi agli occhi degli altri. Finché arriva il momento di ritrovarsi, e basta la prima mossa ad azzerare ogni cifra e ogni dubbio.

Pubblicato il 13/11/2008 alle 16.38 nella rubrica Diario.

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