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Io vado, tu andi

La conversazione declina, annega, si annulla in una pozzanghera d'inutilità rimasticate cui ognuno degli interlocutori dà il peso che compete in una conversazione col punto finale ("abbiamo avuto una conversazione. punto"). Il pensiero individuale cresce, diseguale e pieno di scorie, senza ordine e con un costrutto che forse si chiarirà più in là o forse no, ma che per ora è sul punto di tracimare dall'orlo del muro invisibile dietro la fronte ("qualcuno l'avrà notato? il bernoccolo del genio è metaforico, figurarsi quello di un comune mortale"). Poi ci si saluta, ciao, arrivederci, alla prossima; tanto piacere, sì, ma dove e quando?

Pubblicato il 21/7/2010 alle 12.17 nella rubrica Diario.

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